Henri Cartier-Bresson. Superitratto

21 agosto 2012
Di Maurizio Rebuzzini

Henri Carier Bresson Superitratto

Ritratto di Henri Cartier-Bresson realizzato da Martine Franck, nel 1992. Di fatto, un Superitratto (alla maniera di Norman Rockwell).

Ieri, lunedì venti agosto, ho presentato quello che si può considerare il padre di tutti i Superitratti: rappresentazione della fisionomia che non si limita al solo e semplice ritratto classico.
Per la copertina Saturday Evening Post del 13 febbraio 1960, l’illustratore statunitense Norman Rockwell ha realizzato un triplo autoritratto. In una sorta di trompe-l’œil, Norman Rockwell compare, appunto, tre volte. È un classico: visto di spalle (uno), Norman Rockwell si guarda allo specchio (due) per cogliere i tratti fisionomici utili a dipingere il proprio ritratto sulla tela (e tre).
Da qui, ho ricordato due omaggi, con relative modificazioni e interpretazioni dell’originale: la monografia La New Wave dell’Eros, pubblicata dalla casa editrice del mensile di fumetti erotici Blue, nella primavera 1994, e il numero cinquanta di Legs, realizzato da Sergio Bonelli Editore, nel gennaio 2000.
Ora, è obbligatorio ricordare un analogo ritratto di Henri Cartier-Bresson, realizzato dalla moglie Martine Franck (mancata lo scorso sedici agosto), nel 1992. Ancora tripla presenza, analoga e coincidente con quella di Norman Rockwell: HCB sta disegnando un proprio ritratto a matita, si guarda allo specchio ed è fotografato di schiena. Appunto, compare tre volte nell’inquadratura: lui medesimo, il suo riflesso nello specchio e il disegno sul foglio.
Tra tanto altro, questo ritratto è stato utilizzato da Le Monde, del 6 agosto 2004, per illustrare l’articolo a piena prima pagina che ha annunciato la scomparsa del celeberrimo fotografo: L’occhio del secolo.

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