Ritorno alla Photokina 2000 (Fine)

23 settembre 2012
Di Maurizio Rebuzzini

Photokina 2000

Photokina 2000: l’apoteosi della confusione digitale, in attesa di un giorno dopo più chiaro e sereno.

Martedì diciotto settembre, a Colonia, in Germania, si sono aperti i battenti della Photokina, la più imponente e consistente fiera merceologica della fotografia, che da tempo non esaurisce il proprio compito solo con la passerella tecnico-commerciale, ma si estende alla celebrazione tutta e completa della Fotografia. In attesa delle notazioni sul suo svolgimento, torno all’edizione 2000 (successiva alle 2010, 2008, 2006, 2004 e 2002, rispettivamente richiamate dal diciotto al ieri ventidue settembre). E qui concludo con le rievocazioni, che hanno certificato una certa attenzione mirata e concreta alla fenomenologia della stessa Photokina. Questo va detto.
Il giorno prima (o dopo?). Bisogna intendersi sui termini. Si tratta di pensare al proprio presente come continuazione di una storia (evolutiva), oppure come punto di partenza per vicende in proiezione futuribile. Per cui, ciò che la tecnologia fotografica sta esprimendo, oppure sta per esprimere, può essere indifferentemente considerato come il giorno dopo di una lunga successione di avvenimenti, dalle radici antiche, oppure come alba di eventi che stanno per accadere, e che ora sono soltanto annunciati. Ovviamente, scrivo all’indomani della edizione 2000 della Photokina di Colonia.
A differenza di quanto registrato fino a tutti gli anni Ottanta, in tempi di chiarezze assolute e di proposizioni inderogabili, la Photokina 2000 non ha espresso la novità capace di sovrastare l’intero mercato, ma ha semplicemente registrato ciò che da tempo è già noto e palese a tutti. Però, per quanto si possa celebrare la definitiva consacrazione della fotografia digitale, ormai offerta da tutti e per tutti, le sfumature e i distinguo non mancano.
In un certo senso, proclamando e legittimando la fotografia digitale a tutti i livelli, addirittura a partire dalle proposte di bassissima risoluzione, adatte alla conversazione in Rete, e a conseguenza vendute a prezzi addirittura minimi, la Photokina 2000 ha stabilito anche il proprio limite esistenziale, che distingue i nostri dai tempi precedenti. Oggigiorno, dal punto di vista della passerella tecnica una fiera merceologica non può più rappresentare l’avanguardia di un settore, qualsiasi questo sia, ma -data la vorticosa rapidità dell’evoluzione tecnologica- può soltanto configurarsi come la sua retroguardia: che prende atto, ma che non stabilisce più linee di tendenza, che vengono discusse e che si affermano altrove.
A questo punto, e alla luce di una simile rilevazione/opinione, la consecuzione è addirittura inevitabile: la Photokina 2000 ha santificato ufficialmente la fotografia digitale perché non poteva essere altrimenti. Ve lo immaginate, oggigiorno, un produttore fotografico che osi rimanere fuori dall’acquisizione digitale delle immagini? Tutti ci devono essere: l’importante è proprio esserci. E questa condizione esistenziale spiega e motiva l’eterogeneità dell’offerta che si sta riversando sul mercato in questi giorni.

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