Lo specifico stenopeico / 4

Fotografia stenopeica di Andrej Furlan.
Da mercoledì otto agosto, per sei giorni, fino a lunedì tredici, pubblico in estratto le relazioni svolte. Dopo Vincenzo Marzocchini, Beppe Bolchi e Dino Zanier, è la volta di Luigi Cipparone.
Ta, Da, Ca! Le origini di una scelta
Questa è sì una relazione, senza pretese di scientificità e certo con qualche contraddizione, sul tema del convegno ma vuole anche essere la scrittura di un progetto di ricerca che è alla base della mia sperimentazione visiva e che trova un primo appuntamento con l’opera Ci sono cose e persone…, 2012, esposta a margine di questo convegno. Coerentemente con i concetti espressi, essa si rifà a temi obsolescenti, per qualcuno fuori dalla storia, propri di una nicchia, fuori dal coro e dalle mode. Sotto sotto, esprime ipotesi e dubbi: L’immagine della camera obscura come la chiamiamo? Come si distingue una immagine stenopeica da quella realizzata con un apparecchio tecnologico?
È la camera obscura che ancora oggi impone la sua presenza sia nel campo della didattica della fisica e dell’ottica [...] sia nel campo della ricerca teorica, della sperimentazione, della pratica artistica [...]. Pur con differenti finalità, tutti gli esempi citati (e non), qualunque siano le intenzionalità, stabiliscono una terreno comune, che associa diversificate esperienze sulla base dell’uso di una camera obscura. È proprio questa piccola/grande scatola che, nella versione più elementare, senza ottica, anche predisposta alla registrazione dell’immagine con l’uso di materiali emulsionati, ancora oggi risulta di grande attualità. Da qui provo a partire nel tentativo di caratterizzarne le peculiarità. Quindi, fatte salve alcune intrinseche ripetizioni, posso riconoscere:
1. le potenzialità didattiche (informazioni sui principi di fisica-ottica e di chimica);
2. la grande libertà (per le soluzioni costruttive e per la diversità dei materiali emulsionati);
3. l’artigianalità (auto-costruzione dell’apparecchio);
4. l’imprevedibilità (per una pre-visualizzazione inadeguata, per la casuale risposta delle emulsioni);
5. l’economicità (per i costi pressoché nulli);
6. l’autenticità (per la discendenza e la comunanza con la Camera Obscura);
7. l’automaticità / acheropiticità (l’immagine si “forma da sola”);
8. l’indicalità (deposito del fotone in assenza di barriere ed impronta diretta, per connessione fisica, del reale);
9. l’assenza di codici salvo quello prospettico proprio del medium.
Ma in fotografia le distinzioni si fanno in base alla tecnologia e così se da una parte insiste una high-photography -per lo più basata sulla logica del quadro, sulla contemplazione dell’immagine stessa nonché sull’uso di una sintassi compositiva di stretta derivazione pittorica- dall’altra posso individuare una low-photography, basata su pratiche a bassissima tecnologia (vedi camera stenopeica) che trova le sue specificità nei seguenti aspetti:
1. automatismo;
2. indicalità;
3. ta, da, ca!;
4. obsolescenza;
5. fissazione.
Risulta evidente che alcuni punti quali l’Automatismo, l’Indicalità, la Scelta (Ta, Da, Ca!) sono propri anche della high-photography perché alla base di tutta la fotografia; l’Obsolescenza è sicuramente specifica della pratica stenopeica; la Fissazione è il tema che, attraverso la fotografia stenopeica, conclude un mio ancora in corso percorso di ricerca. [...]
Per concludere, occorre individuare una coscienza (ed il senso) di una fotografia come pratica elementare, approssimativa, ignota, economica, mossa, imprevedibile, non tecnologica, diretta. Si può, e si deve, parlare di una immagine muta e casuale, spogliata di qualsiasi significato sociale o formale (R. Krauss). Certo, si tratta di andare controcorrente, contro quella dirompente, opprimente moda che affascina e spettacolarizza ma che non lascia spazi al dubbio; tutto è sicuramente sicuro e tranquillizzante. [...]
Luigi Cipparone
In precedenza: 1 / Vincenzo Marzocchini, Fotografia Stenopeica / Pinhole Photography; 2 / Beppe Bolchi, Lo specifico stenopeico: filosofia e pratica; 3 / Dino Zanier, La fotografia stenopeica: un itinerario didattico nella scuola media.
A seguire: 5 / Michele Smargiassi, Appunti stenopeici; 6 / Maurizio Rebuzzini, Stenopeico. Senza religione!






