VeritĂ  Laika

2 agosto 2012
Di Maurizio Rebuzzini

Laika

Simbolo di un’epoca e un tempo, la cagnetta Laika, lanciata nello spazio prima di impiegare cosmonauti o astronauti, morì subito dopo il decollo.

Una dozzina di anni fa, il crollo del socialismo dei paesi dell’Europa dell’Est ha sbriciolato anche una serie di leggende che nei decenni precedenti si erano diffuse nel mondo occidentale: dall’efficienza nello sport ai valori esistenziali, dall’arte alla vita quotidiana, giorno dopo giorno si sono susseguite rivelazioni a trecensosessanta gradi, che hanno rivelato terribili verità diverse da quelle nelle quali si era (ingenuamente) creduto per anni e anni. Molte idealizzazioni si sono frantumate alla luce di crude (e crudeli) realtà, e lo stesso è accaduto per una identificata serie di sogni, speranze e illusioni.
Tra tanti argomenti massimi, anche qualcosa di quotidiano minò antiche fantasie. Ricordo bene come una intera generazione rimase stata letteralmente confusa (e forse anche traumatizzata: lo affermo per cognizione di causa e con una punta di ironia) dalla rivelazione che la cagnetta Laika, autentico cult per chi è stato bambino alla fine degli anni Cinquanta, non resistette al lancio nello spazio. Allora, nel 1957, cinquantacinque anni fa, in tempi di navicella spaziale sovietica Sputnik 2, ci dissero che Laika venne sacrificata alla fine della missione, durata una settimana, che non prevedeva il rientro a Terra.
In seguito, appunto al crollo dell’Europa dell’Est, venimmo invece a sapere che la capsula divenne presto un forno, e Laika morì subito, il 3 novembre 1957, poche ore dopo il lancio. (Ovviamente, nello stretto ambito fotografico la vicenda della cagnetta Laika è stata particolarmente seguìta anche per la propria omofonia con l’apparecchio fotografico Leica).

Lascia un Commento

www.maurizioREBUZZINI.it