Immancabilmente… dolore

WPP 2013 01 Paul Hansendi Maurizio Rebuzzini

Come è ormai scontato che sia, la World Press Photo of the Year 2013, selezionata tra i fotoreportage dell’anno appena trascorso, è una ennesima fotografia di dolore. Non il dolore che accompagna spesso, sempre più spesso, le esistenze individuali (come certifica, peraltro, il fotoreportage di Fausto Podavini, primo premio Daily Life Stories), ma il dolore che si proietta e manifesta sui palcoscenici internazionali della cronaca che diventa presto (subito) Storia.

WPP 2013 01 Paul Hansen

World Press Photo of the Year 2013, del fotogiornalista svedese Paul Hansen, del periodico Dagens Nyheter: Gaza City, venti novembre, cerimonia funebre per il piccolo Suhaib Hijazi, di due anni, suo fratello Muhammad, e il padre Fouad, uccisi da un attacco missilistico israeliano, che ha colpito la loro casa.


La World Press Photo of the Year 2013, sul 2012, è del fotogiornalista svedese Paul Hansen, del quotidiano Dagens Nyheter (Ultime notizie). È stata realizzata il venti novembre, a Gaza City, nei Territori Palestinesi. Il piccolo Suhaib Hijazi, di due anni, e suo fratello Muhammad sono rimasti uccisi da un attacco missilistico israeliano, che ha colpito la loro casa. Anche il padre, Fouad, è morto nella stessa circostanza; mentre la madre, ferita gravemente, è stata ricoverata in terapia intensiva. I fratelli di Fouad portano i due bambini uccisi alla moschea, per la cerimonia di sepoltura; nel corteo funebre, anche la salma di Fouad (in secondo piano).
Dal 1955 di origine e partenza, il World Press Photo è sia uno dei più significativi riconoscimenti nell’ambito del fotogiornalismo internazionale sia una coerente e convincente testimonianza visiva delle vicende dell’anno appena trascorso, che certifica una delle missioni della fotografia. Divise in categorie tematiche -nove quest’anno-, a propria volta scomposte nella duplice indicazione di immagine singola (appunto, Singles) e reportage completo (Stories) -ad esclusione di Sports Feature, in solo Stories-, a tutti gli effetti le fotografie vincitrici sono le più forti e significative di un intero anno, pubblicate sui giornali di tutto il mondo. Sono inserite nel cadenzato volume-catalogo, ospitate sul sito www.worldpressphoto.org, che allestisce una galleria di immagini di tutti i premiati, estendendosi alle selezioni complete delle Stories, e riunite in una mostra itinerante: In Italia, a Milano e Roma, in primavera, e a Lucca, in inverno.
Da tempo, lo ribadisco e confermo, l’insieme del World Press Photo è testimonianza di dolore e tragedia della vita: a partire dalla World Press Photo of the Year, ovverosia la fotografia dell’anno, che si eleva sopra tutte, fino alle indicazioni delle categorie proprie del fotoreportage sulla e della vita. Tanto che, riprendendo una ipotesi originaria, alcune delle fotografie affermatesi in passato non si sono esaurite nelle rispettive cronache, ma si sono allungate avanti negli anni. La qualifica di icona, eccoci, dipende in eguale misura, anche se su due livelli concettuali diversi, dallo spessore visivo dell’immagine stessa e/o dalla vicenda documentata, testimoniata e raccontata.
WPP 2013 12 Fausto Podavini

Primo premio Daily Life Stories: Fausto Podavini; nonostante il marito Luigi sia affetto da una forma intensa di morbo di Alzheimer, Mirella (settantuno anni) dedica la propria vita ad aiutarlo, cercando di essere positiva e rassicurante, prendendosi cura di lui con intenso amore e rispetto.


Per quanto riguarda l’edizione attuale 2013 del World Press Photo, sul 2012, annotiamo la consistente presenza di sei fotogiornalisti tra i premiati: Fabio Bucciarelli (Agence France-Presse), secondo in Spot News Stories; Alessio Romenzi (per Time) e Paolo Pellegrin (Magnum Photos per Zeit Magazin), primo e secondo in General News Stories; Vittore Buzzi, terzo in Sports Feature Stories; Fausto Podavini e Paolo Patrizi, primo e secondo in Daily Life Stories.

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