Genesi

Gastel Genesi 01 Copertinadi Caterina De Fusco

Genesi, denominatore dal quale Giovanni Gastel parte per la sua ricerca. Origine, ricerca di un’origine, quella dell’uomo, della donna, ma -più semplicisticamente- quella dell’essere umano. Cercare una “verità”, la “verità” sull’origine del genere umano è ricerca antica, che nasce dall’approdare dell’Uomo sulla Terra. Quest’ultimo, l’approdo, come navigatore o come viandante sa, per l’Uomo ha significato di procedere lentamente, ma inesorabilmente, lungo il viaggio di un tempo, il nostro tempo, che ha per obiettivo la Fine.

Gastel Genesi 01 Copertina

Giovanni Gastel e Franco Curletto: Genesi - Visioni di realtà e improbabilità; stampa Grafiche Nava, Milano; 23,5x22cm; tiratura limitata di seicento copie numerate.


Giovanni Gastel utilizza lo strumento fotografico come compagno. La fotografia può compiere straordinaria operazione di lettura di quei microscopici dettagli che servono per indagare, scrostare patine di un percorso. Patina, velo, maschera: questi gli elementi con i quali “fingiamo” per poter “essere” in questo mondo. Essere, genesi dell’Essere, questa la ricerca di Giovanni Gastel. Indagare nelle maschere, nella molteplicità degli elementi che l’umano utilizza per poter stare e vivere, difendendosi, in questa esistenza.
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Da Genesi - Visioni di realtà e improbabilità, fotografia di Giovanni Gastel, make-up di Franco Curletto.


L’autore propone un lavoro “dentro”, un percorso di discesa all’interno, per ricercare un “senso” e entrare in connessione con quelle maschere e smascherarle.
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Da Genesi - Visioni di realtà e improbabilità, fotografia di Giovanni Gastel, make-up di Franco Curletto.


La “Genesi” è un profondo, lento percorso di escavazione per portare in luce l’“identità”. Il termine stesso genesi è in stretta relazione con “rivelare” la propria identità: che appare, se cautamente disvelata. E il disvelamento avviene, velo dopo velo, per via di levare, con un procedimento lento. L’essere umano non può sopportare la nudità, specie se improvvisa; specchiarsi per “riconoscersi” può aver luogo soltanto attraverso un tempo graduale.
A tal proposito, non è un caso che Giovanni Gastel abbia fatto uso di superfici riflettenti, come specchianti, perché il processo di smascheramento possa manifestarsi.
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Da Genesi - Visioni di realtà e improbabilità, fotografia di Giovanni Gastel, make-up di Franco Curletto.


L’autore utilizza il lavoro di make-up Artist per rendere esplicito quanto il trucco e l’acconciatura siano parte integrante del travestimento e, al tempo stesso, la disvela attraverso un percorso di smontaggio. La composizione di Giovanni Gastel mira a cogliere ogni minimo frammento dell’espressività attraverso la molteplicità dei punti di visione.
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Da Genesi - Visioni di realtà e improbabilità, fotografia di Giovanni Gastel, make-up di Franco Curletto.


Pagina dopo pagina, prospettiva dopo prospettiva, le sue immagini rivelano eccellenti composizioni e inquadrature, frutto di selezione raffinata, accorta, perché ogni elemento non abbia alcunché di casuale. L’artista si avvale del creatore di moda, che indirizza, nel descrivere acconciature e volti marcati in occhi, labbra, arcate sopraccigliari.
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Da Genesi - Visioni di realtà e improbabilità, fotografia di Giovanni Gastel, make-up di Franco Curletto.


Giovanni Gastel coniuga il proprio punto di visione con quello del creatore di acconciature e trucco, per far emergere, da questa combinazione, quel mondo femminile che, pur conosciuto da tempo, ancor più vividamente fuoriesce con il “suo apparire”. Antico dilemma shakespeariano quello dell’“essere” contro “apparire”, e dunque “non essere”.
L’artista abita da lunghi anni il mondo della Moda: con questo lavoro/progetto ci fa entrare nella sua statigrafica conoscenza di quel mondo. Il suo focus non è più tutta la figura umana, ma solo il volto, e non a caso.
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Da Genesi - Visioni di realtà e improbabilità, fotografia di Giovanni Gastel, make-up di Franco Curletto.


È nel volto, sul volto, che Giovanni Gastel legge i segni del tempo e delle mutazioni che trascorrono. Per scavare all’interno di una “identità” -per comprenderla e disgelarla- occorre puntare il fuoco sul volto, e l’autore -dopo lungo percorso- giunge a una “Verità”.
L’intento espressivo che, per decenni, si è concentrato sul tutto, ora chiede l’“Essenza”… e si focalizza sul volto. Giovanni Gastel ha ben compreso che per coglierla, quell’“Essenza”, deve compiere un percorso a ritroso cercandola -come effettivamente fa- nel tribale.
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Da Genesi - Visioni di realtà e improbabilità, fotografia di Giovanni Gastel, make-up di Franco Curletto.


Rasature totali, paragonabili a “scalpi”, tatuaggi, simboli che le sue modelle recano sulla pelle, raccontano. Non posso, in conclusione, esimermi dal dire che per comprendere l’indagine di Giovanni Gastel bisogna possedere occhi avvezzi, attenti al particolare, al lenticolare dettaglio.
E l’artista ne offre spunto, corredando di maschere, trasparenze, retini e piume le sue multiformi immagini. Non vuole e non sa retrocedere dall’idea di mostrare, di dire, anche se in modo implicito, all’osservatore.
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Da Genesi - Visioni di realtà e improbabilità, fotografia di Giovanni Gastel, make-up di Franco Curletto.


Ma, se solo lo stesso osservatore si lascia catturare, irretire dalla pur irresistibile bellezza di superfici riflettenti, nere, come da primi piani, controluci, piume, l’operazione di disvelamento dell’autore gli consentirà di approdare tra gli eletti.
Sì, perché è all’elezione che l’autore chiama, all’elezione di quanti desiderano farsi condurre per mano dall’Artista nel fascinoso viaggio di scoperta di “Genesi”, che corrisponde, ciascuna, alla sua propria ricerca di “Identità”.

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