Neil A. Armstrong (fotografo)

Aldrin sulla Luna

Edwin E. Aldrin Jr sul suolo lunare, fotografato da Neil A. Armstrong, che si intravede nel riflesso della visiera del casco.

Mancato lo scorso venticinque agosto, a ottantadue anni, lo statunitense Neil Alden Armstrong, sempre identificato come Neil A. Armstrong, è entrato prepotentemente nella Storia, là dove occupa un posto assoluto e di rilievo, unico e irripetibile: alle 2,56 del 21 luglio 1969 (ora di New York, per convenzione e codice l’ufficiale delle missioni spaziali americane), fu il primo uomo a mettere piede sulla Luna, esattamente sette ore dopo l’allunaggio del modulo Eagle, alle 22,56 del venti luglio (4,56 del ventuno, per l’Italia), nell’ambito della missione Apollo 11.
Ovviamente, all’indomani della scomparsa, tutti i giornali del mondo ne hanno rievocato la figura, completando con note biografiche e curiosità di contorno. Non ripeto alcuna di queste osservazioni, a comoda portata di ciascuno, a partire dall’aggiornamento nell’immancabile pagina di Wikipedia. Invece, sottolineo l’aspetto fotografico legato alla personalità di Neil A. Armstrong.
Come in tutte le spedizioni spaziali, anche in occasione dello sbarco sulla Luna del modulo Eagle, staccatosi dalla navicella base Columbia, erano previste soltanto fotografie di carattere scientifico. In tutti i casi, non erano mai state protocollate fotoricordo, neppure durante la breve permanenza sulla Luna: ventidue ore, di cui venti ore e quaranta minuti di lavoro fuori dal modulo. Ma, una volta scesi sulla Luna, Neil A. Armstrong e Edwin E. Aldrin subirono il fascino del momento e si lasciarono andare a qualche fotoricordo. Per la verità, questo non è un capitolo a due voci, ma un monologo. Tutte le fotografie note della permanenza sulla Luna degli astronauti sono state scattate dal comandante Neil A. Armstrong, e dunque ritraggono sempre Buzz Aldrin, in posa oppure impegnato nelle attività extra-veicolari.
Il 21 luglio 1969, alle 2,56, Neil A. Armstrong pose piede sulla superficie lunare. Per ovvi motivi, non c’era nessuno che potesse riprendere questo avvenimento storico, ma Armstrong fotografò immediatamente la propria impronta, iniziando così una serie di istantanee che hanno documentato il lato umano e aneddotico della missione.
Nell’autobiografia di Edwin E. Aldrin Jr si trovano riferimenti a questo riguardo. Aldrin precisa che «con il procedere del lavoro sulla Luna, Neil aveva quasi sempre con sé la macchina fotografica e quando appare un astronauta su una fotografia, quello sono quasi sempre io». Aldrin annota anche di essere stato ripreso accanto alla bandiera statunitense fissata al suolo. Si ricorda che, subito dopo, lui e Armstrong avrebbero dovuto invertire i ruoli. Dal controllo a Terra arrivò invece l’ordine di rientrare nel modulo, per ricevere un messaggio del presidente Richard Nixon.

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