Gianni Berengo Gardin con Leica M Monochrom

Fotografia di Gianni Berengo Gardin ripresa con Leica M Monochrom a 3200 Iso equivalenti: «Questa è una fotografia del “momento decisivo”, e non uno scatto costruito», sottolinea l’autore.
Ha fotografato con uno dei prototipi operativi che la casa madre ha messo a disposizione di considerevoli fotografi internazionali. Noto e riconosciuto anche per la sua tenace fedeltà sia alla Leica sia alla fotografia bianconero, Gianni Berengo Gardin accresce la sua prova sul campo di questo doppio valore aggiunto, che affonda le proprie radici indietro nel tempo fotografico, e -allo stesso momento- perfettamente integrato con l’attualità tecnologica dei nostri giorni.
In più, la testimonianza d’uso di Gianni Berengo Gardin, identificato anche per una personale avversione alle alterazioni fotografiche proditorie, oggi alla comoda portata di ognuno, magari senza ritegno né preparazione etica, ristabilisce un connotato essenziale e discriminante: la fotografia digitale non equivale staticamente a modificazione, ma si profila come fantastica opportunità tecnica proiettata verso nuove e innovative espressività (piuttosto che allineata su quelle che da sempre ne qualificano il linguaggio).
Energico difensore della fotografia analogica, Gianni Berengo Gardin non si contrappone tanto alla tecnologia digitale, quanto al suo malaugurato retrogusto, che facilita manipolazioni estranee alla logica della fotografia del vero e dal vero. Tanto che, da tempo, sul retro delle proprie stampe bianconero, riporta l’inflessibile segnalazione di “Vera Fotografia” – Non corretta, modificata o inventata al computer.
Come ogni precedente Leica a telemetro, sia per pellicola sia ad acquisizione digitale di immagini, la Leica M Monochrom non è certo un apparecchio fotografico indirizzato al vasto pubblico. Sia la sua estraneità a molti degli automatismi di uso che caratterizzano la fotografia di massa, definendola addirittura, sia il costo di vendita/acquisto, presumiamo tutt’altro che “popolare”, confermeranno la storia Leica di sempre: tra le mani di fotografi consapevoli e attenti all’immagine (da cui, etica e morale). Dunque, l’attuale Leica M Monochrom si muoverà in un ambito profondamente convinto e non corre di certo il rischio di incappare in fotografi sprovveduti e intriganti. In acquisizione digitale bianconero, ripropone e riproporrà gli stilemi noti e acquisiti della fotografia flâneur, che nel corso dei decenni ha composto tratti significativi del proprio contenitore fotogiornalistico di riferimento.
Sicuramente, Gianni Berengo Gardin rimarrà fedele alla pellicola fotosensibile, con la quale ha scritto importanti pagine della Storia della fotografia (oltre che della sua storia personale). Nel frattempo, ha accolto la proposta di Leica di sperimentare sul campo la nuova M Monochrom, per la quale ha subito annotato che «Sembra che l’abbiano realizzata apposta per me… per farmi passare al digitale». Quindi, dopo una serie di prove sul campo, notazioni operative: «Ha una risoluzione impressionante. Ho realizzato fotografie di qualità analoga a quelle ottenute con pellicole grande formato. Anche la gamma dinamica e la latitudine di esposizione sono straordinarie, e i risultati a 3200 Iso [equivalenti] mi hanno veramente impressionato».
















