Editoriale FOTOgraphia 180 aprile 2012

Copertina FOTOgraphia 180 aprile 2012

 

 
  Finzioni. Commentiamo su questo stesso numero [aprile 2012], in allungo sulla nuova configurazione Fujifilm X-Pro1 (presentata sul numero scorso, di marzo), che richiama connotati esteriori che appartengono alla lunga storia evolutiva della tecnologia fotografica. Con caratteristiche e prestazioni correnti e futuristiche, che si basano su una avvincente interpretazione dell’attualità Mirrorless, questa novità di mercato, rivolta a un pubblico di profilo medio-alto, riprende e riattualizza la struttura e morfologia che da decenni definiscono il design Leica.
Anche se siamo adeguatamente distanti dalle manualità tipiche della fotografia a telemetro per pellicola 35mm, non possiamo ignorare l’ispirazione palese e la vocazione convinta, quantomeno dal punto di vista del design. In aggiunta, ribadiamolo anche qui: erede dell’originaria Fujifilm X100 con medio grandangolare 35mm fisso, la Fujifilm X-Pro1, a obiettivi intercambiabili, si è presentata sul mercato con una dotazione di obiettivi a focale fissa, che a propria volta richiamano precedenti stagioni della fotografia con apparecchi non reflex.
La nostra consecuzione è esplicita e dichiarata: senza alcun giudizio di demerito, ma con grande stima e ammirazione, percorriamo i tratti di identificate falsificazioni e finzioni, temporalmente recenti. Le classifichiamo entrambe al positivo, pur distinguendo tra le costruzioni fotografiche che definiamo false (deliberatamente tali, a volte realizzate con l’intenzione di ingannare, per quanto riescano a farlo) e quelle che componiamo come finte (ispirate e derivate, che attraverso la configurazione influenzata offrono comunque una sostanziosa impressione di sé, spesso altresì rinvigorita da energiche consistenze tecniche).
Senza giudizi di demerito, va ribadito, ma con stima e approvazione (lode), ripercorriamo una stagione, che dalla fine degli anni Novanta ha recuperato e riproposto forme classiche, che hanno nobilitato -rivitalizzandolo- un identificato tragitto progettuale della fotografia del Novecento: Voigtländer/Cosina, Zeiss Ikon, Konica Hexar RF, Epson R-D1…
E poi, a completamento, qui integriamo con una falsità truffaldina, appunto deliberatamente tale, effettivamente realizzata con l’intenzione di ingannare, per quanto sia riuscita a farlo. Torniamo a stagioni del passato prossimo, antecedenti l’affermazione dell’acquisizione digitale di immagini. Di truffe si è proprio trattato, sia nelle presentazioni in programmi di televendita menzogneri, sia nel proprio commercio quotidiano, estraneo al consueto circuito dei fotonegozianti autorizzati. È stata una stagione di false reflex, proposte con forme accattivanti, ma assoluta assenza di contenuti. In illustrazione, certifichiamo di una fraudolenta Canomatic (dalla sontuosa confezione di vendita), e a voce segnaliamo anche altre definizioni derivate dal vero: per esempio, Nokina e Olympia, rispettivamente con logotipi derivati da Nikon e Olympus, tanto quanto questo visualizzato è proveniente dall’originario Canon.

Maurizio Rebuzzini

   
     
   
Canomanic (al pari di Nokina e Olympia): falsa reflex promossa una dozzina di anni fa in televendite truffaldine e altri canali di vendita altrettanto fraudolenti (estranei al tradizionale circuito dei fotonegozianti autorizzati).
 

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