In tribunale

Rihanna e LaChapelle

     
  Questa rubrica riporta notizie che sono appartenute alla cronaca. Però, nel loro richiamo e riferimento molti motivi ci impediscono di essere tempestivi quanto la cronaca richiederebbe. Ciononostante riteniamo giusto proporle, perché siamo convinti che non abbiano perso la propria attualità, e continuino a offrire spunti di riflessione.  

Rihanna e LaChapelle

David LaChapelle sostiene che il video Pink Room Scene, della cantante pop ventiduenne Rihanna (a sinistra), copia o comunque si ispira chiaramente, a suoi scatti stile sado-maso, realizzati e pubblicati negli ultimi anni (a destra).

Alla fine di luglio, la corte federale di Manhattan (New York) ha accettato di discutere l’accusa formulata a febbraio da David LaChapelle contro la ventiduenne cantante pop Rihanna.
Il celebre fotografo sostiene che il video Pink Room Scene, realizzato da Melina Matsoukas per S&M, la più recente canzone di Rihanna, copia o comunque si ispira chiaramente, per abiti, composizione, luci, setting, colori, concetti (e chi più ne ha più ne metta) a otto suoi scatti stile sado-maso, realizzati e pubblicati negli ultimi anni all’interno di una lavoro titolato Striped Face. Il fotografo sostiene che molti suoi scatti sono stati addirittura usati nella stesura della sceneggiatura del video.
Il giudice ha stabilito che sia il lavoro di David LaChapelle, sia quello di Melina Matsoukas narrano una storia di donne che dominano gli uomini, e questo è un tema che non può essere protetto da copyright. Ma, allo stesso tempo, il video è sostanzialmente simile a Striped Face. Per questa ragione, la denuncia viene accettata e il processo istituito. Anche in questo caso non ci interessa minimamente come possa finire. È invece interessante rilevare come e quanto la giustizia americana si occupa di copyright.
…da FOTOgraphia 175 ottobre 2011

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