Editoriale FOTOgraphia 175 ottobre 2011

Copertina FOTOgraphia 175 ottobre 2011

 

 
  Anche se in un certo senso costa fatica e dolore ammetterlo, la frequentazione della fotografia dipende in larga misura dal fascino dei suoi strumenti. L’ho rilevato in altre occasioni, e qui lo ribadisco. Per quanto si possano anche individuare eccezioni (che probabilmente confermano la regola), in generale tutti si sono avvicinati alla fotografia attirati più da una macchina fotografica che dall’eventuale apprezzamento di una immagine o un autore. Che poi, da questo inevitabile punto di partenza, qualcuno sia andato oltre, ben oltre, non cambia lo stato delle cose. Volente o nolente, proprio la macchina fotografica compone i tratti qualificanti dell’esercizio della fotografia.
Magistralmente, all’interno di una offerta sempre vasta, sia per quantità sia per qualità, si sono manifestati tanti richiami, che hanno consentito a molti (tutti) di individuare e avvicinare l’amico fidato. Sì, proprio l’amico, nel più autentico valore che il termine e concetto può esprimere: la propria macchina fotografica di fiducia e riferimento è quell’amica che non inganna mai, che non tradisce, che è sempre pronta a soddisfare le nostre esigenze e, perché no?, richieste.
In ogni epoca e tempo, la macchina fotografica ha espresso i connotati esatti e pertinenti della propria contemporaneità, della propria tecnologia applicata. In ogni epoca e tempo, la macchina fotografica è stata la compagna fedele di ogni autore, molti dei quali l’hanno adeguatamente celebrata (tanto che, per esempio, raccontando del marito Aleksandr Rodchenko, straordinario autore, esponente di spicco del costruttivismo russo, il 25 novembre 1928, Varvara Stepanova annota nel suo diario: «Aleksandr ha acquistato una Leica per trecentocinquanta rubli»).
Così, non posso, né voglio, ignorare che le potenzialità tecnico-commerciali del nuovo sistema Nikon 1, del quale riferiamo nelle pagine immediatamente a seguire, agiranno sulla socialità della fotografia nello stesso modo -così come hanno agito tutte le macchine fotografiche della Storia-, fino a creare amicizie e complicità che dall’esercizio fotografico originario si allungheranno nell’esistenza di ciascuno. Anche questo va rilevato: oltre a come e quanto la Fotografia influenza / ha influenzato la Vita, nel proprio complesso, approdo a come e quanto le macchine fotografiche abbiano influenzato le esistenze individuali. Rendendole sicuramente migliori.
Ovverosia, in estensione di pensiero, oltre il fatto di essere un hobby diverso degli altri, in quanto migliore (al minimo, attivo e non passivo; e poi c’è tanto altro ancora), quello fotografico può contare anche su un particolare rapporto amicale e di complicità (espressiva) con i propri strumenti operativi. Può mettere a buon frutto questi amici fedeli, che arricchiscono l’esistenza e la rasserenano, affinché ciascuno proietti questa tranquillità e bellezza altrove e altrimenti: verso altre esistenze. Mistero della Fotografia. Magia della Fotografia. Anche. Fotografia: amica fedele.

Maurizio Rebuzzini

   
     
   
Se è vero quello che ipotizziamo e speriamo, la proiezione commerciale del sistema Nikon 1 (Nikon one; qui, la mirrorless Nikon 1 V1) verso utenti nuovi, che avvicinerà alla fotografia nuovi frequentatori, non si esaurisce nel proprio aspetto originario, appunto commerciale, ma si allunga su una socialità che abbiamo particolarmente a cuore. Frequentare la fotografia rende persone migliori, con tanto quanto ne consegue.
 

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