Mr. Salesman

Mr. Salesman

Dipende tutto dai punti di vista e riferimenti individuali. Chi si richiama al gossip, al pettegolezzo sulla vita privata dei personaggi pubblici, soprattutto quelli dello spettacolo, riconosce Diane Keaton, all’anagrafe Diane Hall, come antica compagna di vita di Woody Allen, al quale è stata legata per anni, all’inizio dei Settanta, conosciuto sul palcoscenico della commedia Provaci ancora, Sam, replicata con successo a Broadway. Successivamente, ha recitato in otto film del regista. Indipendentemente dalle cronologie, tra questi, si è soliti individuare l’apice in Io e Annie, del 1977, in originale Annie Hall (che riprende sia il vero cognome dell’attrice, sia il nomignolo attribuitole fin da piccola, in famiglia, con la quale la chiamava lo stesso Woody Allen), ritenuto da molti una trasposizione autobiografica della loro storia d’amore: premio Oscar e Golden Globe come migliore attrice protagonista; sessantesima migliore interpretazione di tutti i tempi, nella classifica delle prime cento, stilata nel 2006 dalla prestigiosa e autorevole rivista statunitense Premiere. Quindi, come è fin scontato, per molti altri, tutti per il vero, Diane Keaton è un’attrice cinematografica (tra l’altro nel cast della saga del Padrino), e qualcuno sa persino che, a complemento, è anche produttrice e regista, soprattutto televisiva. Non è un’attrice di fila, una comparsa, ma, come puntualizzato dal giornalismo che ne sa, è una delle attrici più influenti di Hollywood. A seguire, Diane Keaton è anche fotografa, sulle orme della madre Dorothy Keaton (dalla quale il nome d’arte adottato, in vece del cognome anagrafico Hall, del padre Jack), fotografa negli anni Cinquanta e...
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Audrey Hepburn. Photographs 1953-1966

Audrey Hepburn. Photographs 1953-1966

Nostalgia, ma anche memoria (individuale, e forse collettiva), in eguale misura. Indossate da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s, di Blake Edwards, del 1961, dall’omonimo romanzo di Truman Capote), le creazioni di Givenchy hanno creato una vera a propria icona di stile, entrando nell’immaginario collettivo del nostro tempo. Al di sopra di ogni sospetto, considerato che noi viviamo mille e mille miglia distanti dalle manifestazioni della moda (e dintorni/contorni), questa considerazione ha un valore soprattutto sociale. Definisce un tempo e un mondo nel quale educazione e stile venivano prima di molto altro, forse prima di tutto. Abito nero, occhiali da sole e fantastico giro di perle, un panino consumato davanti alle vetrine di Tiffany, sulla Fifth Avenue,...
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William Henry Fox Talbot

William Henry Fox Talbot

La personalità di William Henry Fox Talbot, l’autentico inventore della fotografia, così come l’abbiamo sempre intesa e ancora oggi l’intendiamo, irrompe nel panorama fotografico, sconvolgendolo, all’indomani della comunicazione con la quale, il 7 gennaio 1839, l’astronomo Dominique François Jean Arago annunciò all’Accademia delle Scienze di Parigi il processo di Louis Jacques Mandé Daguerre, dal quale si conteggia la nascita ufficiale della fotografia. A parte le visioni apocalittiche che accompagnarono questa rivelazione, a parte deviazioni tangenziali, l’annuncio di Arago sollecitò anche rivendicazioni di altre pretese paternità della “natura che si fa di sé medesima pittrice” (alla lettera). Per motivi contingenti, qui soprassediamo sulla sfortunata vicenda del funzionario del ministero delle Finanze francese Hippolyte Bayard (1801-1887), che era approdato sia a un...
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Timothy Greenfield-Sanders: Face to Face

Timothy Greenfield-Sanders: Face to Face

Persiste nel tempo una arcana forza, che fa del ritratto un genere fotografico intramontabile: tentazione e frequentazione di tante generazioni di autori, sia professionisti, sia non professionisti. In stretto ordine temporale, ne è preziosa testimonianza l’opera del fotografo statunitense Timothy Greenfield-Sanders raccolta in volume, in edizione italiana e inglese, da Skira Editore: Face to Face, che sottotitola, precisandone anche i termini temporali, Ritratti scelti 1977-2005 (la medesima selezione fotografica è stata esposta in originale al Palazzo Paolo V di Benevento, nell’estate 2005). In assoluto, la cernita e raccolta di immagini distribuite su un lasso di tempo tanto esteso, allungato su tre decadi discriminanti del linguaggio fotografico contemporaneo, è un’operazione difficile; ma nello specifico caso, i ritratti di Timothy Greenfield-Sanders rivelano un...
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Immancabilmente… dolore

Immancabilmente… dolore

Come è ormai scontato che sia, la World Press Photo of the Year 2013, selezionata tra i fotoreportage dell’anno appena trascorso, è una ennesima fotografia di dolore. Non il dolore che accompagna spesso, sempre più spesso, le esistenze individuali (come certifica, peraltro, il fotoreportage di Fausto Podavini, primo premio Daily Life Stories), ma il dolore che si proietta e manifesta sui palcoscenici internazionali della cronaca che diventa presto (subito) Storia. La World Press Photo of the Year 2013, sul 2012, è del fotogiornalista svedese Paul Hansen, del quotidiano Dagens Nyheter (Ultime notizie). È stata realizzata il venti novembre, a Gaza City, nei Territori Palestinesi. Il piccolo Suhaib Hijazi, di due anni, e suo fratello Muhammad sono rimasti uccisi da un...
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Ciao, Gabriele

Ciao, Gabriele

Questa mattina è mancato Gabriele Basilico, certamente uno dei più significativi fotografi italiani del nostro tempo. Non occorre ripercorrerne le tappe, quantomeno non ora, non qui. Ciò che in questo momento si affaccia alla mente, arrivando direttamente da cuore, è solo il dolore, la costernazione, lo sconforto per una esistenza troncata anzitempo. La fotografia di Gabriele Basilico è da tempo nota, oltre che ampiamente apprezzata. Con passi di diversa cadenza, le sue visioni del territorio, soprattutto urbano, ma non soltanto, non hanno rappresentano ciò che la superficie apparente delle immagini raffigura: non file di fabbricati, inquadrati e composti con il rigore formale che ha definito lo stilema dell’autore (e che ha fatto Scuola, maiuscola volontaria e d’obbligo), ma, come sempre,...
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Nel paese dei balocchi

Nel paese dei balocchi

In configurazione tecnica Android 2.3, la compatta Nikon Coolpix S800c stabilisce un inviolabile parametro di riferimento dei nostri tempi. Tra tante altre considerazioni, proprio l’origine Nikon definisce i tratti di una autentica differenza tecnico-commerciale. Si prende atto della personalità sociale della fotografia in condivisione, propria dei nostri tempi, alla quale si offrono parametri di utilizzo autenticamente fotografici. Cioè, la Coolpix S800c non rappresenta soltanto una novità tecnologica Nikon -come pure è-, ma stabilisce una ulteriore indicazione. Più e diversamente di altre configurazioni fotografiche dei nostri giorni, la Coolpix S800c identifica subito un proprio pubblico potenziale. Quello che non intende più la Fotografia come esercizio consapevole e convinto (assolto da strumenti adeguatamente finalizzati), ma applica l’immagine (che è fotografica per sola convenienza)...
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